Borghetto sul Mincio

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La nostra passeggiata in uno dei borghi più belli d’Italia

Il villaggio dei mulini

Oggi ci troviamo a Borghetto, nel Comune di Valeggio sul Mincio in Provincia di Verona.

Questo paese è inserito nell’elenco dei Borghi più belli di Italia.

Borgetto è il nome del primo centro abitato costruito nei pressi di un antico punto di guado del fiume Mincio. L’origine del suo nome è longobarda e significa “insediamento fortificato”.

La sua posizione strategica di confine e di passaggio tra la Lombardia ed il Veneto ne ha segnato le sorti per millenni. E’ stato a lungo un punto strategico per il controllo del territorio oltre che uno dei punti più comodi e più sicuri per guadare il Mincio.

Per la sua ubicazione è stato per secoli conteso dagli eserciti dei Gonzaga, degli Scaligeri, dei Visconti, della Serenissima di Venezia e dell’Austria fino alla Francia.

Questa posizione strategica ha fatto si che Borghetto sia dalla sua creazione è stato destinato al passaggio di uomini e merci e ha fatto del ristoro il suo segno distintivo.

Infatti, Borghetto è da sempre stata una zona di locande-osterie dove il viandante poteva trovare rifugio e un buon cibo.

La prima traccia documentata di osteria (thaberna) risale al 1300.

Nel 1700 vi sono documenti che testimoniano dell’esistenza una vera rete di locande con stallo. Di questa antica tradizione vi sono ancora oggi tracce: infatti Borghetto ha un numero molto alto di ristoranti.

Borghetto è un luogo senza tempo caratterizzato da fortificazioni medievali e famoso per i suoi mulini. Qui tutto sembra rimasto immutato nonostante il passaggio dei secoli e degli eserciti. E la natura domina con lo scorrere incessante del fiume a cui l’uomo si è perfettamente adattato costruendo i numerosi mulini che oggi donano a Borgetto un’aria da villaggio delle fiabe.

Le sue origini risalgono al periodo longobardo (VI – VIII sec. d.C.).

A tale epoca risale l’edificio più antico del borgo: la Curtis Regia. Questo edificio fu costruito a difesa e controllo del guado del Mincio e qui venivano riscosse le tasse per poter attraversare il fiume.

La Curtis Regia fu realizzata a fianco dell’antico guado, oggi identificabile nei gradoni che scendono a lambire le acque del Mincio. Questa era la sede di un Gastald, ufficiale daziario preposto alla riscossione delle gabelle, dovute per l’attraversamento e la navigazione fluviale.

In questo stesso periodo, si stabilirono nelle vicinanze coloni che iniziarono la bonifica e la coltivazione della parte pianeggiante della valle.

Al periodo medievale risale la sua trasformazione in borgo fortificato, con due porte di accesso e una cerchia poligonale di mura con torri circondata dalla fossa Seriola (che attinge acqua dal Mincio)

In questa epoca venne costruito il Ponte Visconteo: una straordinaria diga fortificata fatta costruire nel 1393 dal duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti per garantire l’impenetrabilità dei confini orientali del ducato. Lungo 650 metri e largo 25 metri, il Ponte Visconteo era raccordato al sovrastante castello Scaligero mediante due alte cortine merlate ed era integrato in un complesso fortificato che si estendeva per circa 16 chilometri. La costruzione del ponte sconvolse la topografia locale, sbarrando per sempre il fiume alla navigazione e modificandone il corso stesso.


Il castello Scaligero (X – XIV secolo) dalla sua collina domina Borghetto e la valle del Mincio. In origine aveva molte torri ma oggi ne resta solo la Torre Tonda, risalente al X sec e un ponte levatoio. Il resto del complesso risale al XIV sec.

Nel 1405 divenne parte della Repubblica di Venezia sino al 1796. Durante questa lunga dominazione Borghetto lentamente perse la sua funzione di presidio militare e si  trasformò in un centro molitorio. La Valle del Mincio fu molto contesa delle famiglie patrizie veronesi, che si disputarono la forza idraulica del fiume, costruendo decine di mulini a ruota. Oltre a questa attività, per secoli fu fiorente lo sfruttamento dell’ittofauna, praticato con il sistema delle “peschiere” fisse.

I mulini sono rimasti in funzione fino al 1900 quando, con l’avvento della produzione industriale, hanno cessato la loro attività.

A partire dagli anni novanta del XX secolo un’intensa opera di restauro che ha riqualificato le case a cavallo del Mincio ed i mulini.

Questi sono stati trasformati in attività commerciali. Oggi è possibile osservare ancora alcune delle ruote, ancora in movimento.

Mentre i mulini, invece, sono stati ristrutturati e trasformati in strutture recettive o in graziosi ristoranti o negozi di artigianato.

La nostra passeggiata inizia attraversando il ponte che ci immette dentro il piccolo villaggio. Non vi suggeriremo un percorso da fare ma, al contrario, di lasciarvi guidare dalla curiosità e scoprire così ogni angolo di questo gioiello.

Come si nota appena attraversato il ponte, Borghetto mantiene ancora oggi intatto il caratteristico aspetto del “borgo medioevale”. All’interno del villaggio si trova la piccola Chiesa di San Marco Evangelista (sec. XVIII) sorta sui resti di una precedente pieve romanica del XI sec., dedicata a Santa Maria e la statua di S. Giovanni Nepumoceno, incastonata nelle vecchie mura di una casa, che la tradizione vuole protegga dall’annegamento coloro che cadono nelle acque del fiume. 

Una volta esplorato tutto il piccolo paese ci dirigiamo al il “Ponte Lungo” (così comunemente chiamato dagli abitanti): lungo 650mt. e largo circa 25mt., con il piano stradale 9mt. sopra il livello del fiume. Questo si collega con il sovrastante Castello Scaligero tramite due altecortine merlate e integrato in un complesso fortificato detto“Serraglio”, che a suo tempo, si estese per circa 16 Km., fino alle pianure di Nogarole Rocca. 

Buona passeggiata.

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