Cortona.

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Una perla nella Valdichiana

Paese mio che stai sulla collina” inizia così la famosa canzone “Che Sarà” ispirata proprio da Cortona. Da questa cittadina, che segna il confine tra la Toscana e l’Umbria, si può ammirare lo strabiliante panorama sul Lago Trasimeno per arrivare a scrutare Montepulciano e nelle giornate più chiare anche il monte Amiata.

Gioiello del medioevo che dall’alto dei suoi 500 metri di altitudine domina l’intera Val di Chiana da secoli e secondo la leggenda da millenni. 

Le origini di Cortona affondano nel mito infatti.

Si narra che Noè navigando dalla foce del fiume Tevere entrò in Val di Chiana e si innamorò di questo posto perché era una terra molto fertile e decise di stare qui per 30 anni. Uno dei suoi figli di nome Crano fondò la città di Cortona nel 273° anno dopo il Diluvio Universale. 

Ma non solo: Cortona dette i natali al fondatore di Troia (Dardano) e, si narra, che i suoi discendenti abbiano lasciato Troia per fondare Roma! 

In realtà, sappiamo che furono i Pelasgi, una misteriosa civiltà proveniente dalla Grecia, ad abitare Cortona prima ancora degli Etruschi, che ne fecero una delle loro città più potenti. Cortona era una lucumonia, faceva parte cioè dell’alleanza fra dodici città-stato, fra le quali c’erano Perugia e Populonia.  E le mura medioevali, che racchiudono la cittadina, furono costruite su quelle ciclopiche di origine etrusca, ancora visibili nei basamenti. Durante il medio evo Cortona scelse di schierarsi dalla parte dei Ghibellini per passare, poi, sotto il dominio di Napoli che la vendette a Firenze, dominata dai Medici. Con la fine del loro dominio, passò sotto l’autorità della famiglia dei Lorena, prima di essere annessa al Regno d’Italia.

Cortona ha dato i natali a tanti artisti, primo fra tutti Luca Signorelli, Pietro Berrettini detto “il Cortona”, grande artista del Barocco. Ospitò inoltre un altro grande, il Beato Angelico che nel Convento di San Domenico visse per alcuni anni. 

Questa cittadina vi stupirà per le sue strade medievali più o meno grandi che risalgono verso la parte alta della città da cui domina la Chiesa di Santa Margherita. 

La nostra passeggiata inizia con un vero e proprio tuffo nel Medio Evo da uno dei vicoli più fotografati e conosciuti di Cortona: la piccola Via Jannelli impreziosita dalle case medioevali – ancora oggi abitate – caratterizzate dalle strutture trecentesche e sporti lignei cinquecenteschi. 

Da qui inizia il nostro percorso in salita per raggiungere Piazza del Duomo: una delle più grandi ed importanti piazze della città. Qui si affaccia la Chiesa di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il Duomo. La struttura attuale è stata costruita sui resti di un antico tempio romano del XV° secolo. Nell’entrare, noterete il soffitto a volte a botti del XVIII° secolo e le navate laterali divise da colonne con capitelli ispirati allo stile del Brunelleschi. Da ammirare l’adorazione dei pastori (1663) di Pietro da Cortona, per il magistrale uso dei chiaroscuri.

Dinanzi al Duomo, si affaccia il Museo Diocesano, all’interno dell’ex Chiesa del Gesù, che ospita una collezione di tesori delle chiese toscane della zona che vanno dal XIII° secolo al XIX° secolo. Tra le opere più importanti, vi è l’Annunciazione del Beato Angelico e la Deposizione di Luca Signorelli, celebre pittore cortonese del Quattrocento.

Prima di riprendere la passeggiata, si può ammirare lo splendido panorama e scattare bellissime foto della Val di Chiana.

Spostandosi di poche decine di metri Piazza del Duomo si connette a Piazza Signorelli: il fulcro della cittàgià in epoca antica. Il nome della piazza è un omaggio al grande pittore cortonese: Luca Signorelli, maestro rinascimentale che ha lasciato tracce indelebili della sua arte. Sempre al grande artista è intitolato il teatro cittadino che si affaccia imponente sulla piazza: il Teatro Signorelli. La sua costruzione risale alla metà dell’Ottocento, nell’ambito del piano di ristrutturazione dello slargo. Il loggiato esterno del teatro ha inglobato le preesistenti Logge del Grano. Questo luogo è, tutt’oggi, il salotto culturale della città con una ricca stagione teatrale e cinematografica.

Sempre su Piazza Signorelli, troviamo uno dei musei più importanti d’Italia: il MAEC (Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona). Ubicato nel trecentesco Palazzo Casali, vi sono custodite collezioni e corredi provenienti dalle tombe etrusche. Spiccano fra tutti la famosa Tabula Cortonensis e il Lampadario etrusco.  Le origini del museo e la sua collezione risalgono al 1727 quando fu fondata l’Accademia Etrusca. Il museo viene costantemente rinnovato con mostre ed esposizioni adatte ad ogni tipo di età.

Ma il MAEC non è solo arte e storia etrusca. Visitarlo significa compiere un viaggio nel tempo passando dai reperti etruschi, ai romani alle tele del Pinturicchio e del Signorelli, ai sarcofagi egizi sino alle opere futuristiche di Gino Severini. Una visita è imperdibile.

Riprendiamo la nostra passeggiata per immettersi da Piazza Signorelli direttamente in Piazza della Repubblica. Queste due piazze sono congiunte l’una all’altra e non a caso. Fino al tredicesimo secolo costituivano un unico spazio dove sorse il foro della città etrusco-romana. Da esso dipartivano in senso ortogonale le strade che formavano il cardo e il decumano. Attualmente tale area centrale è stata divisa nelle due piazze, con limite meridionale il Palazzo Comunale (Piazza delle Repubblica) e limite settentrionale l’area denominata Croce del Travaglio (Piazza Signorelli).

Piazza della Repubblica è un salotto storico a cielo aperto impreziosita dai palazzi medioevali che vi si affacciano. Vi domina tra tutti il Palazzo Comunale, esistente già dal 1236. Da notare le finestre in stile gotico sul lato antistante Piazza Signorelli. All’interno è visitabile la Sala del Consiglio con un caminetto di pietra del XVI secolo, attribuito a Cristofanello e decorazioni pittoriche del XIX secolo. Sempre sulla piazza si affaccia il trecentesco Palazzo del Capitano Popolo, chiamato anche Palazzo Passerini per essere stato la residenza del cardinale Passerini.

Confluiscono sulla piazza alcune vie cruciali del centro storico: Via Guelfa che conduce nella parte meridionale della città fino a Porta Guelfa e Via Ghibellina che porta all’omonima porta. 

La nostra camminata invece prosegue su Via Nazionale detta anche Rugapiana, una delle poche strade del centro storico non in salita. Qui si possono perdere ore ad ammirare le tante botteghe artigiane, le gallerie d’arte ed i vari vicoli che si vi si innestano e magari fare una sosta in uno dei tanti locali quasi tutti con i tavoli sul corso. 

Il video della nostra passeggiata non lo mostra ma merita assolutamente di essere visitata anche la parte di Cortona che si trova al termine di Via Nazionale: Piazza Garibaldi ed i Giardini del Parterre.

Piazza Garibaldi è una terrazza naturale da cui ammirare lo splendido panorama mozzafiato. Dalla Val di Chiana si arriva fino all’Umbria, ove si scorge il Lago Trasimeno, per vedere poi Montepulciano e nelle giornate più nitide anche il Monte Amiata. 

In origine questa piazza si chiamava “Carbonaia” poiché era lì che veniva venduto il carbone prodotto nelle montagne circostanti. Oggi, deve il suo nome all’obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi, posto al suo centro.

Proseguendo, lasciandosi il centro storico alle spalle, troviamo la splendida Chiesa di San Domenico. Di epoca tardo gotica (XV sec), costruita sul luogo dove sorgeva un antico convento domenicano in cui il Beato Angelico lavorò all’Annunciazione (1432-1434), attualmente esposta al Museo Diocesano. All’interno sono presenti opere di Bartolomeo della gatta, di Luca Signorelli e di Lorenzo Niccolò Gerini.

Da qui pochi metri ci separano all’inizio di un meraviglioso viale pedonale alberato noto come Giardini del Parterre, teatro di numerosi eventi sia estivi che invernali che si tengono a Cortona.

La nostra passeggiata da Via Nazionale ci porta nuovamente in Piazza della Repubblica dove iniziamo a salire verso la cima della città immettendoci su Via Dardano.

Il percorso non è dei più rilassanti ma vi farà attraversare le zone più autentiche e meno turistiche della città nonché godere di nuovi panorami mozzafiato. 

Giunti in cima alla cittadina si attraversa il piccolo quartiere di Poggio San Marco noto per la chiesa di San Niccolò che da il nome anche all’omonima strada.

Qui si ha l’impressione di essere in un piccolo borgo incantato senza tempo e sembra lontanissima l’affollata Via Nazionale che dista solo 500 mt. 

E’ forse la parte di Cortona più autentica caratterizzata da piccole case in pietra. Esse godono di un panorama mozzafiato in un silenzio quasi surreale senza alcun rumore di traffico. L’altitudine a cui ci troviamo permette, soprattutto d’inverno, di godere delle giornate di sole anche quando l’intera Val di Chiana è immersa nella nebbia.

Nota di colore per gli appassionati della musica: in questo luogo che pare un piccolo presepe in pietra grigia ornato di tegole in cotto, travi in legno, ferri vecchi, lampade, comignoli e campanili, che il famoso cantante cortonese Jovanotti vive con la sua famiglia in una meravigliosa villa.

Merita sicuramente una visita la Chiesa di San Niccolò una delle punte di diamante di Cortona.

E’ un piccolo scrigno in stile romanico risalente al 1400 al cui interno si possono ammirare due capolavori di Luca Signorelli. Sull’altare maggiore è in bella vista il gonfalone della Compagnia di San Niccolò dipinto da Luca Signorelli nel 1510, su entrambe le facce: il Compianto sul Cristo morto e la nascosta Madonna col Bambino ed i Santi Pietro e Paolo

Non tutti conoscono questo segreto: per cui chiedere al custode di azionarvi il meccanismo di apertura del gonfalone.

Riprendiamo la nostra passeggiata per arrivare in uno dei punti più alti della città nonché il nostro arrivo: la Basilica di Santa Margherita. Dal quartiere di Poggio San Marco, si percorrono gli ultimi 350 mt su Via Santa Margherita per giungere sull’omonimo piazzale dove domina l’enorme chiesa dedicata alla patrona di Cortona.

In origine, vi era una chiesetta dedicata a San Basilio costruita dai monaci camaldolesi nel XI secolo. Questa, rovinata nel corso del Sacco di Cortona del 1258, fu ricostruita nel 1288 da Santa Margherita. L’amatissima santa qui viveva in una stanza sul retro di tale chiesetta dove visse gli ultimi anni della sua vita e vi morì nel 1297. In questo luogo fu sepolta e subito dopo la morte i cortonesi, a fianco della chiesetta, costruirono una chiesa più grande su disegno di Giovanni Pisano e nel 1330 vi traslarono il corpo della Santa. L’attuale stile ottocentesco cela l’antica architettura trecentesca.

Suggerimento -> Per chi non volesse affrontare la lunga salita da Via Nazionale si segnala che la parte alta di Cortona può essere comodamente raggiunta anche in auto seguendo le indicazioni per Santa Margherita. 

Giunti quasi alla Basilica di Santa Margherita, per raggiungere il quartiere di Poggio San Marco, si devia sulla destra seguendo le indicazioni per l’antica Porta Montanina (dove sono visibili i resti delle mura etrusche e dell’acquedotto romano).

Buona passeggiata da Posti Belli in 3 Minuti!

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