Todi

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Todi, La Città Ideale

Con la passeggiata di oggi faremo un tuffo nel medioevo alla scoperta delle bellezze di Todi, la splendida città Medioevale situata nel cuore dell’Umbria.

Conosciuta anche come Città Ideale, Todi viene ritenuta la più vivibile al mondo per il suo perfetto equilibrio tra bellezze naturali, storiche e servizi altamente qualificati, dove la tranquillità e la serenità del viver quotidiano è la sua più rinomata caratteristica.

Situata a pochi chilometri da Perugia e Orvieto, Todi è una cittadina medievale di una bellezza ed eleganza unica, che sorge in cima ad una collina a dominare l’incantevole valle del Tevere.

Le sue origini risalgono alla civiltà etrusca che prosperava sulla riva destra del Tevere.

Grazie alla sua posizione arroccata e al suo solido sistema difensivo – tre cerchia di mura (etrusche, romane e medievali) – non dovette subire le distruzioni delle invasioni barbariche e poté continuare a vivere in relativa tranquillità anche durante le turbolenze dell’Alto Medioevo.

Divenne libero Comune nel XII secolo, iniziando un periodo molto prosperoso, nel quale la città si arricchì di monumenti pregevoli. Tuttavia, la sua indipendenza non durò a lungo per l’instabilità politica e militare causata delle continue lotte contro Spoleto, Orvieto e Narni. L’alternarsi di dominazioni continuò fino al XVI secolo, quando entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860.

Nel 1230 nacque a Todi il poeta religioso più rappresentativo del XIII secolo: Jacopo Benedetti noto come Jacopone da Todi.

La nostra passeggiata inizia fuori dalle mura duecentesche della città.

Partiamo infatti dall’imponente chiesa di Santa Maria della Consolazione, una delle opere più alte del Rinascimento in Umbria, iniziata nel 1508 su progetto attribuito al Bramante e conclusa nel 1617. Questo particolare edificio presenta una struttura a pianta centrale sormontata da una bellissima cupola, e che ospita nell’altare al suo interno un’antica immagine della Madonna, la quale, secondo la tradizione, era miracolosa.

Una volta entrati nel centro storico, attraversando le mura medioevali, troveremo la Chiesa Tempio di San Fortunato: un’imponente struttura in stile gotico nella cui cripta vengono conservate le ossa dei Santi protettori della città San Fortunato, San Callisto, San Cassiano e le SS. Degna e Romana.

Sempre all’interno della chiesa sono custoditi in un piccolo monumento anche i resti di Jacopone da Todi, celebre poeta italiano del XIII secolo.

Autore delle Laude, divenne frate a 48 anni passando da una vita libertina ad una condizione di totale penitenza. Fu scomunicato e incarcerato all’età di 67 anni, a causa della sua opposizione all’elezione a papa di Bonifacio VIII. A distanza di secoli, Jacopone continua ad essere una figura discussa e piuttosto scomoda, al punto che sulla sua lapide fu volutamente anticipata di 10 anni la data della sua morte, così da stendere un velo sul periodo della sua scomunica

Per i più curiosi, si consiglia di salire fino in cima al campanile di San Fortunato i 153 gradini vi porteranno ad ammirare uno vero e proprio spettacolo. Per cui ricordatevi di portare la macchina fotografica, perché ad attenderti c’è la fantastica visuale della città e del paesaggio circostante fino a Perugia e al Monte Subasio, per cui una foto sarà immancabile!

Scattata la foto di rito, riprendiamo la passeggiata continuando a dritto per poche decine di metri per poi svoltare a sinistra: ci troviamo dinanzi il Teatro Comunale.

Progettato nel 1872 dall’architetto Carlo Gatteschi, dispone di 499 posti a sedere ed è costituito da quattro ordini di palchi. Inaugurato nel 1876, il teatro ospita ogni anno dal 1992 la stagione di prosa e in accordo con lo Sperimentale di Spoleto, vi è rappresentata l’opera lirica.

Proseguiamo lasciandoci il teatro alle spalle per giungere dopo pochi metri nel cuore della città: la bellissima Piazza del Popolo.

Questa piazza è considerata una delle più belle d’Italia, dove si affacciano gli uni difronte agli altri i palazzi laici ai monumenti religiosi.

Appena entrati nella piazza si staglia dinanzi a noi, il Duomo, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio romano dedicato al Dio Apollo, a cui si accede tramite una ripida scalinata.

Cattedrale di Santa Maria Annunziata

Il Duomo, risalente al XII secolo e successivamente ampliato nel corso del XIII e XIV secolo, è intitolato a Maria Santissima Annunziata, nella cui facciata romanica ammiriamo lo splendido rosone centrale.
Da vedere l’abside romanica a due piani, della fine del XII secolo e all’interno della chiesa, in controfacciata, il Giudizio Universale di Ferraù Fenzoni.

Accanto al Duomo si erge il palazzo Vescovile ed A sinistra si può vedere il complesso del Monastero delle Lucrezie, che si sviluppa intorno ad un chiostro con vista sulla vallata del Tevere. 

Prima di scendere dall’alto della gradinata, potrete scattare fantastiche foto dell’intera Piazza da cui dirimpetto, vediamo i tre monumenti laici: Palazzo dei Priori, Palazzo del Popolo e Palazzo del Capitano.

Palazzo del Capitano

Il palazzo dei Priori, con una torre quadrangolare in forme gotiche è stato realizzato tra il 1334 ed il 1347. Attualmente è sede della Pretura, di uffici comunali e di esercenti privati.

Palazzo dei Priori

Osservate sulla facciata l’aquila di bronzo, antico stemma di Todi, realizzata nel 1339 da Giovanni Gigliaccio. 

Secondo un’antica leggenda, Todi fu fondata nel 2707 a.C. dalla tribù dei Veii-Umbri, stabilitasi lungo le rive del Tevere per costruire, in pianura, un nuovo villaggio.Ma un giorno, mentre gli uomini erano stavano consumando il loro pasto, un’aquila scese rapidamente dal cielo per afferrare la loro tovaglia che depositò in cima al colle che sorgeva alle loro spalle.

L’apparizione dell’aquila fu letta come un segnale divino: gli uomini salirono così in cima al colle e in breve tempo vi costruirono le mura della città. Il luogo esatto in cui fu tracciato il primo solco è indicato dalla tradizione nell’attuale rione che si stende alle spalle del Duomo, non a caso denominato Nidola o Nido dell’Aquila, poiché qui la mitologica aquila avrebbe costruito il proprio nido.

Il palazzo del Popolo (o palazzo Vecchio), eretto tra il 1214 ed il 1228, è uno tra i più antichi edifici comunali italiani è unito da un cavalcavia seicentesco a palazzo del Capitano (o Palazzo Nuovo). L’unione di questi due edifici forma il complesso del Palazzo Comunale, in cui sono ospitati il Museo lapidario, la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco Romano.

Il più antico è Palazzo del Popolo (detto anche Palazzo Vecchio o del Podestà), era destinato alla sede del Podestà, presente a Todi dal 1201. 

Il palazzo è tra i più antichi palazzi pubblici d’Italia, detto anche del Comune. Originariamente la sua struttura era costituita da un porticato al piano terreno e, al primo piano, vi era la sala di riunione del Consiglio generale della città, che eleggeva i consoli. Vi si trovava anche l’abitazione del podestà in locali adiacenti.
Nel 1267 il podestà Pandolfo Savelli fece costruire la maestosa scala che consentiva di accedere al primo piano di entrambi i palazzi dove si trovavano le sale di rappresentanza del potere. 

Il Palazzo del Capitano fu realizzato alla fine del Duecento per ospitare le adunanze del Consiglio. E’ il secondo palazzo pubblico sorto sulla piazza e perciò chiamato anche palazzo Nuovo per distinguerlo dal più antico palazzo del Popolo.

Prima di lasciare Piazza del Popolo vi segnaliamo che proprio sotto la Piazza sono conservate e visitabili due cisterne romane di ben 80 m di lunghezza, 8 di larghezza e 8 di altezza. Vi si accede dalla piazza attraverso via del Monte.

Un’escursione che non vedrete nel nostro video per motivi di tempo ma che è molto interessante per apprezzare al 100% la città che stiamo vitando. Infatti, a Todi esiste un’estesa rete con oltre 5 km di cunicoli e gallerie che raccolgono e convogliano acqua in più di 30 cisterne. La loro realizzazione risale all’incirca al II – I sec. a.C. per approvvigionamento idrico, ma anche per smaltire le acque sotterranee ed evitare smottamenti e frane nella città. Nel 1925, con la costruzione dell’acquedotto moderno, il sistema di canali sotterranei venne dismesso. La maggior parte delle cisterne ad oggi non è visitabile salvo appunto quelle sopra segnalate.

Da Piazza del Popolo riprendiamo, quindi, la nostra passeggiata attraversando lo spazio tra Palazzo dei Priori e Palazzo del Popolo, giungiamo in pochi attimi nell’attigua Piazza Garibaldi per ammirare un inatteso scorcio sulla campagna sottostante.

Al centro si erge il monumento a Giuseppe Garibaldi, realizzato nel 1890 dal perugino Giuseppe Frenguelli per celebrare il passaggio del condottiero in questa città. La tradizione narra che, in seguito alla disfatta della Repubblica Romana, Garibaldi si sia riparato a Todi insieme ad Anita, incinta e già in preda alle doglie.

Imbocchiamo adesso Corso Cavour per scendere fino a trovare sulla destra la Fontana della Rua, fatta costruire nel 1606 dal Vescovo Angelo Cesi per convogliare le acque provenienti dalla Rocca. Questa fontana, unisce il simbolo della Città allo stemma gentilizio dei Cesi.

Si prosegue ancora in avanti per superare Porta Marzia costruita sulla prima cerchia di mura urbiche. Todi, come già accennato, è caratterizzata da tre cerchi di mura che hanno definito, nei secoli, l’espansione urbana della città.

Il primo cerchio è tradizionalmente ritenuto etrusco e databile al III sec. a.C..

Il secondo cerchio di origine romano ed infine la terza cinta di epoca medievale.

Lungo questi perimetri si aprono ancora oggi le numerose porte di accesso alla città.

Interessante da notare che sul giro più esterno, che si iniziò a costruire nel 1244, si trovano Porta Perugina, Porta Romana, Porta Fratta (già Amerina) e Porta Orvietana (ormai quasi completamente franata), i cui nomi si riferiscono ai principali collegamenti viari.

La nostra camminata prosegue fino a ritornare al punto di partenza, dinanzi alla chiesa di Santa Maria della Consolazione.

Speriamo di avervi fatto venire voglia di immergervi per una giornata nel medioevo umbro.

Buona passeggiata.

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