Verona

Condividi con gli amici

Verona

Le origini affondano nella preistoria esattamente all’età del bronzo quando su una collina a ridosso di un’ansa del fiume Adige venne fondato un piccolo villaggio, protetto da una palizzata, che prese il nome di Verona.

I romani a partire dal II secolo a.c. fondano nell’ansa del fiume una città che in poco tempo divenne un fondamentale punto strategico posto al centro di una rete di vie consolari, prima tra tutte la via Postumia caratterizzata dalla presenza di importanti palazzi pubblici, domus e ville patrizie che la impreziosiscono. 

La città mantiene la sua importanza strategica anche dopo la fine dell’Impero Romano nel 476, e diviene capitale di alcuni regni romano-barbarici in particolare con Teodorico Re dei Goti prima e con Alboino e i Longobardi poi.

Verona divenne all’inizio del medioevo libero comune e si troverà coinvolta nelle lotte tra comuni e potere imperiale del Barbarossa per poi in seguito entrare a far parte dei territori controllati dal tiranno ghibellino Ezzelino da Romano.

Superato il periodo ezzeliniano, nel 1259 emerge la famiglia Dalla Scala che ne prende il potere, instaurando una signoria che durerà dalla fine del ‘200 alla fine del ‘300. Durante questa signoria Verona diventa capitale di un vasto territorio che comprende buona parte del nord-est d’Italia.

Con la fine della Signoria Scaligera la città passa ai Visconti di Milano prima e ai Carraresi di Padova dopo, per finire inglobata nei possedimenti della Repubblica Veneziana a partire dal 1405. Inizia un periodo di relativa pace e prosperità che dura fino a fine 1700, solo brevemente interrotto dalla guerra della lega di Cambrai,

Con la fine della Repubblica Veneta e l’arrivo di Napoleone in Italia nel 1796 Verona viene spartita tra francesi e Asburgo. Con la definitiva caduta di Napoleone nel 1815 e il Congresso di Vienna, tutto il Lombardo-Veneto passa sotto il dominio austroungarico. Verona diventa il centro militare e strategico dei possedimenti austriaci, trasformandosi in un’immensa fortezza con un sistema difensivo che copre l’intero territorio. il veronese e tutto il Veneto sono infine annessi al neonato Regno d’Italia nel 1866, dopo una serie di lunghe e sanguinose battaglie tra cui Custoza e San Martino e Solferino.

La nostra passeggiata inizia dal Palazzo del Mercato Vecchio dove svetta la Torre dei Lamberti, costruita nel XII secolo e varie volte innalzata, è la torre più alta di Verona.

E’ possibile risalire fino alla cima della cella campanaria, accessibile attraverso una rampa di scale o utilizzando un comodo ascensore, da cui si gode di una impareggiabile vista che dal centro città arriva sino alle montagne circostanti ed al lago di Garda.

La sua costruzione iniziò alla fine del dodicesimo secolo (1172) ma nel corso dei secoli la torre ha subito vari innalzamenti, sino al 1464 quando, con l’aggiunta della cella campanaria ottagonale sopra le finestre trifore è diventata la torre più alta di Verona. L’ultimo intervento risale alla fine del settecento, quando sulla Torre dei Lamberti fu inserito l’orologio tutt’oggi funzionante e visibile anche da piazza Brà.

Non tutti sanno che le due campane che si trovano all’interno della torresi chiamano il Rengo e la Marangona. Il Rengo (da “arengo” il luogo che durante il medioevo era destinato alle pubbliche assemblee) era la campana più grande e veniva utilizzata per chiamare il popolo a raccolta durante i momenti più importanti della vita cittadina o PER DARE L’ALLARME IN CASO DI GRAVE PERICOLO PER LA CITTA’. La Marangona (da “marangon” che in dialetto veronese significa falegname) serviva per scandire gli orari di lavoro di artigiani e commercianti del centro città, oltre che per dare l’allarme in caso vi fosse un incendio.

Uscendo dal Cortile del Mercato Vecchio ci si immette nella bellissima Piazza dei Signori al cui centro si erge la statua IL MONUMENTO A DANTE ALIGHIERI, realizzato nel 1865 per celebrare il grande poeta, che durante il suo esilio da Firenze fu lungamente ospite a Verona.

Questa piazza per la sua bellezza, i suoi scorci e gli splendidi palazzi che vi si affacciano è anche chiamata il “salotto di Verona”.

Lungo i secoli del Medioevo si è andata sviluppando, divenendo poco a poco il luogo di rappresentanza del potere civile, in netto contrasto con la limitrofa Piazza delle Erbe, che assumeva nel frattempo una funzione prevalentemente commerciale.

La nostra passeggiata continua per arrivare nel cuore pulsante della città fin dall’epoca romana ovvero Piazza delle Erbe che in passato era Piazza del Foro cuore della città romana e punto di riferimento. Dell’epoca romana non vi rimane nulla nella piazza fatto salvo per la fontana centrale composta di relique della Verona romana.
Dove oggi stanno i porticati in epoca romana si trovavano i negozi, le grandi botteghe di lusso ma anche modeste officine di sarti e lanaioli, di tessitori, verdurai e macellai, tutti con la loro targa pubblicitaria sotto forma di epigrafi incastrate nel muro, riproducenti i simboli della loro attività: specchi e forbici se barbieri, galline ed oche appese a testa in giù se erano pollaioli, e così via.

C’erano anche le “poponaie”, o bettole, in cui si vendevano cibi cotti di ogni genere, frequentate soprattutto dagli schiavi mentre aspettavano i loro padroni. Seduti su panche, mangiavano pasticcini di farina e formaggio, bevevano vino cotto e giocavano ai dadi. Accanto alle bettole stavano le “tabernae vinarie”, rivendite di vino al minuto ed i “thermopilia”  bar dove si consumavano bibite calde, vino cotto o idromele. Più o meno come oggi. Nel periodo Comunale sorse prima in legno (1250) e poi in muratura (1301) la Domus Mercatorum come sede delle corporazioni delle Arti e Mestieri, una specie di Camera di Commercio dell’epoca a rappresentare il potere economico della città, mentre proprio di fronte era sorta alla fine del XII secolo la casa del Comune, inglobando la torre della famiglia Lamberti, che vediamo svettare come torre civica fino all’altezza dei suoi 84 metri, grazie al suo innalzamento in epoca Veneziana.

In Piazza delle Erbe continua a svolgersi lo storico mercato quotidiano, sviluppatosi già in epoca scaligera e proseguito nei secoli fino ai giorni nostri. I commercianti, i cosiddetti piassaroti, vendono frutta, verdura, piante e fiori, ma anche souvenir e articoli da regalo che ricordano monumenti e siti di Verona e del Veneto.

Riprendiamo la nostra passeggiata uscendo dalla Piazza in direzione di Via Cappello per giungere in pochi minuti al civico 23, meglio conosciuto come la casa di Giulietta Capuleti. Qui ci troviamo dinanzi uno dei simboli per cui Verona è conosciuta nel mondo.

Immancabile quindi la visita al piccolo ma suggestivo cortiletto interno al palazzo medioevale dove spicca il balconcino DA CUI SECONDO LA TRADIZIONE GIULIETTA SI AFFACCIAVA per parlare con il suo Romeo. All’interno del cortile è presente la splendida statua in bronzo di Giulietta, realizzata dallo scultore veronese Nereo Costantini, ed una lapide su cui sono riportati alcuni versi della tragedia di Shakespeare.

Vediamo come in questo luogo sia anche diventato il santuario dell’amore eterno dove gli innamorati di tutto il mondo e di ogni età lasciano testimonianza del proprio amore.

Usciamo dalla casa di Giulietta per svoltare a sinistra e proseguire per circa 200 mt lungo Via Leoni fino a giungere a Porta Leoni dove oggi possiamo osservare i resti, in parte ancora visibili, di uno degli ingressi principali della Verona romana, al limite sud del cardine massimo.

Costruita nel I secolo a.C. e ristrutturata nel secolo successivo, collegava il cardine massimo della città con il vicus Veronensium, ovvero con la diramazione della via Claudia Augusta che proseguiva verso Hostilia.

Il nome di Porta Leoni deriva da un sarcofago rinvenuto nelle vicinanze sul cui coperchio vi erano due sculture di leoni. Secondo una leggenda non confermata, il nome deriverebbe da un cunicolo che da questo accesso portava all’Arena e che serviva al passaggio delle fiere per gli spettacoli gladiatorii.
Dinanzi ai resti della porta si trova un’apertura sul lastricato per mostrare i resti dell’antico cardo massimo della Verona romana ancora presenti sotto il livello della strada. Questi mostrano le fondamenta della parte mancante di Porta Leoni assieme al basamento di una delle due torri circolari che ne proteggevano l’esterno e che oggi, con una soluzione urbanistica piuttosto originale sono state lasciate esposte nella collocazione originale.

Proseguiamo la nostra passeggiata per andare a vedere l’imponente fortezza medievale di Castelvecchio fatta erigere nel 1354 dal principe Cangrande II della Scala che non sentendosi più al sicuro dentro le mura cittadine fece realizzare la dimora di Castelvecchio ed il ponte sull’Adige. Oggi ospita il Museo Civico di Verona che è il museo più importante di Verona e una delle maggiori raccolte d’arte italiane che si sviluppa in ventinove sale, distribuite su vari livelli. Vi sono custoditi preziosioggetti paleocristiani, reperti di oreficeria longobarda, opere scultoree dal X al XIV secolo, armi ed armature medievali, dipinti dal Trecento al Settecento.

Da qui ci spostiamo fino a raggiungere Piazza Bra il cui nome deriva da una corruzione del termine “braida”, che deriva a sua volta dal longobardo breit, ovvero “largo”. Questa piazza racconta circa 2000 anni di storia ed è la più grande piazza di Verona, situata nel suo centro storico e che ospita la famosa Arena di Verona.

In epoca romana, questo luogo era fuori dalle mura cittadine e lontano dalle principali vie di comunicazione. Solo quando venne costruito l’anfiteatro romano, meglio conosciuto come Arena di Verona, si andò a definirsi il margine settentrionale di quella che secoli dopo sarebbe diventata una delle piazze principali di Verona.

La nostra passeggiata termina dinanzi ad una delle icone di questa superba città: l’Arena di Verona.

Questo anfiteatro romano  è uno dei più grandi fabbricati che hanno caratterizzato l’architettura romana ed uno degli anfiteatri antichi giunto a noi con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri eseguiti fin dal Cinquecento. Grazie a questa opera di conservazione ancora oggi il visitatore può facilmente comprendere la struttura di questo genere di edifici, rigorosamente soggetti alla funzione cui erano destinati ma dotati comunque di una essenziale bellezza. Nella stagione estiva ospita il celebre festival lirico areniano, le cui stagioni si svolgono ininterrottamente dal 1913, mentre in quelle primaverile e autunnale è tappa di molti cantanti e musicisti internazionali.

La nostra passeggiata si conclude qui e speriamo che Vi sia piaciuta.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *