Positano & Amalfi

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Positano & Amalfi

La passeggiata di oggi si volge tra i posti più iconici dell’Italia nel mondo: la Costiera Amalfitana, un balcone sospeso tra il mare blu cobalto e le pendici dei monti Lattari. 

La Costiera Amalfitana è un meraviglioso esempio di paesaggio mediterraneo con straordinario valore naturale e culturale ed è per questo che è stata inserita dall’UNESCO nella World Heritage List.

L’intera area si estende per 11.231 ettari tra il Golfo di Napoli e il Golfo di Salerno e comprende 16 splendidi Comuni della provincia di Salerno: Amalfi, Atrani, Cava de’ Tirreni, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Raito, Ravello, Sant’Egidio del Monte Albino, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare. 

Con la nostra passeggiata visiteremo 2 dei borghi marinari che si trovano lungo la Costiera: Positano ed Amalfi.

Partiamo da Positano, il cui nome potrebbe deriva dal dio greco Poseidone, dio del mare, che avrebbe fondato l’abitato per amore della ninfa Pasitea.

Positano fu luogo di villeggiatura sin dall’epoca dell’Impero Romano ma se le sue origini sono ancora più remote, infatti risalgono alla preistoria ed esattamente al periodo dell’ultima glaciazione quando questo luogo era abitato da cacciatori.

Positano è da sempre stato un luogo molto amato dagli artisti, tra tutto si ricorda lo scrittore Alberto Moravia e il pittore Pablo Picasso, che restarono affascinati dalle case colorate a picco sul mare.

Non tutti sanno che molte leggende e credenze circolano in questo borgo pieno di vita ma anche di mistero. La leggenda più diffusa è quella che vede protagonista la Madonna Assunta, la quale, attraverso un’immagine bizantina, convinse i marinai di un veliero, rimasto in avaria di fronte alla costa, di fermarsi a Positano. Non appena il vento cominciò a soffiare verso terra, i marinari si diressero alla spiaggia di Positano, consegnando l’immagine della Madonna agli abitanti del posto, che poi fecero edificare una chiesa in onore della Madonna Assunta.

Come vedremo Positano è una città verticale, perpendicolare al mare. Attraversiamo anche noi la via principale, in cui si innestano le numerose “scalinate”, vero simbolo della città, che portano al mare ed all’interno delle quali vi sono numerosi e deliziosi negozi che vendono sia prodotti artigianali che souvenir, tappa imperdibile per turisti e non.

Come noto, questo posto risulta essere particolarmente importante per la sua moda: rinomati in tutto il mondo sono i numerosi abiti e camicioni in lino. Positano, infatti, è un borgo molto frequentato dai fashion addicted, dove si tengono moltissime sfilate in ogni mese dell’anno, oltre a essere sede di numerosi eventi mondani. spiagge di questa località e di tutti gli altri splendidi comuni marinari della Costiera Amalfitana.

Positano conta quattro spiagge principali.

La spiaggia di Laurito, raggiungibile percorrendo una scalinata che scende dalla piazzetta centrale.

La spiaggia di Arienzo anche detta “spiaggia dei trecento gradini” per via della scalinata dalla quale è possibile ammirare i giardini di molte ville lussuose della Costiera, tra cui spicca quella di Franco Zeffirelli. 

La spiaggia di Fornillo, meno movimentata e per questo ideale per una passeggiata romantica.

Ma la spiaggia più famosa di Positano è sicuramente quella di Marina Grande, frequentata in ogni stagione da centinaia di turisti ogni giorno e attrezzata di stabilimenti balneari.

Ci spostiamo adesso ad Amalfi la località che dà il nome all’intera costiera.

Secondo una delle tante leggende prende il nome da Amalfi, una ninfa amata da Ercole che fu sepolta qui per volere degli dei.

Anche Amalfi fu abitata dai Romani.

Si narra infatti che il villaggio fosse stato fondato da un gruppo di Romani che, diretti a Costantinopoli, avevano fatto naufragio sulle coste pugliesi. Questi dopo aver fondato Melphi (oggi Melfi), si erano spinti verso sud per stabilirsi sulla costiera amalfitana.

Amalfi era quindi nata come un piccolo villaggio di pescatori. I Bizantini, per difendersi dall’invasioni germaniche e longobarde trasformarono il villaggio in fortezza (castrum) per la difesa del Ducato Bizantino di Napoli.

Nel 533, in seguito alla vittoria dei bizantini sui goti, Amalfi divenne parte dei domini greci e fu integrata nel Ducato di Napoli. Grazie a questa vicenda storica la città divenne in pochi anni il punto di contatto degli scambi tra il Levante e il Sud Italia

Gli Amalfitani erano famosi per l’abilità nel commercio marittimo e le grandi capacità diplomatiche che gli permisero di navigare attraverso tutto il Mediterraneo stabilendo rapporti commerciali e pacifici con tutti i popoli limitrofi, compresi i Saraceni.

Ed è ormai accertato furono loro ad inventare la bussola quale strumento di orientamento marinaro magnetico “a secco” ed a diffonderla nel Mediterraneo nel XIII secolo.

Un’antica tradizione amalfitana attribuisce a tale Giovanni Gioia l’invensione dello strumento marinaro.

Tra il X e il XIII si vennero a creare le cosidette Repubbliche marinare che prosperarono grazie alla propria intraprendenza commerciale e alla loro ampia autonomia politica.

Ed Amalfi fu la più antica tra le quattro Repubbliche marinare (Pisa, Genova e Venezia).

Questa storia Amalfi rievoca orgogliosamente ogni quattro anni ospitando la spettacolare Regata delle antiche repubbliche marinare in cui, a bordo di galeoni, gli equipaggi delle città di Amalfi, Pisa, Genova e Venezia, ingaggiano una sfida.

Durante la nostra passeggiata vedremo le splendide chiese (tra le quali il celebre Duomo in stile arabo-siciliano) e le monumentali fontane che rendono un vero gioiello questo borgo marinaro. Non vi consigliamo alcun itinerario ma al contrario di perdervi nelle numerose stradine facendovi guidare dalla curiosità.

Imperdibile però è la visita al duomo di Amalfi che vi si staglierà improvvisamente davanti. Il suo splendore è mozzafiato ed è il più famoso luogo della cittadina.

La sua struttura è risalente al IX secolo con caratteristiche architettoniche che vanno dal Romanico al Barocco fino al Rococò.

Il duomo è dedicato all’apostolo Sant’Andrea.

Buona passeggiata.

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