Roma Imperiale

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Una passeggiata nell’Antica Roma

Questa passeggiata sarà anche nel tempo. Si inizia nel XX secolo per ritrovarsi nel cuore della Roma Antica, passando per l’Unità di Italia ed il Risorgimento.

Partiamo infatti da Piazza Venezia che si trova tra via del Corso e via dei Fori Imperiali.

In origine, la piazza era molto più stretta e vi erano case, palazzi e chiese successivamente demoliti sia per la costruzione del Vittoriale (tra il 1885 ed il 1911) e sia per la costruzione del Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia. Infatti, il lato sud, quello verso il Campidoglio, era chiuso dal palazzetto Venezia, unito a palazzo Venezia mentre sul lato est vi erano i palazzi Paracciani-Nepoti, Del Nero-Bolognetti-Torlonia e Frangipane-Vincenzi. Tutti questi palazzi furono demoliti per far posto al palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia.

Una curiosità: vi era in origine anche Via della Ripresa dei Barberi, così chiamata perché, durante le feste di Carnevale si svolgeva una corsa dei cavalli (“barberi”) che arrivavano da via del Corso e quindi “ripresi” dagli stallieri ma, soprattutto, dai bulli che mostravano in tale modo coraggio e destrezza.

A seguito di tutte queste demolizioni la la piazza si trasformò in larga e monumentale come appare oggi.

Il Palazzo Venezia è noto anche per essere stato la residenza del capo del governo fascista, Benito Mussolini dal cui balcone arringava alle folle che in questa piazza si riunivano.

Dalla piazza possiamo ammirare in tutta la sua maestosità il monumento a Vittorio Emanuele II, conosciuto anche “Altare della Patria” o anche “Il Vittoriano” fu realizzato per celebrare Vittorio Emanuele II di Savoia primo Re d’Italia, glorifica la raggiunta Unità Nazionale.

Ha quindi un grande valore simbolico e rappresentativo, essendo architettonicamente e artisticamente incentrato sul Risorgimento, il complesso processo di unità nazionale e liberazione dalla dominazione straniera portato a compimento da re Vittorio Emanuele II di Savoia, cui il monumento è dedicato: per tale motivo il Vittoriano è considerato uno dei simboli patri italiani.

Costruito tra il 1885 e il 1911 per rappresentare l’unità del Paese successivamente si aggiunse un altro significato: nel novembre 1921 venne tumulato nel cuore del Vittoriano la salma del milite ignoto (la salma di un soldato italiano sconosciuto caduto nella I Guerra Mondiale) che dette al monumento la nuova qualifica di Altare della Patria in memoria dei tanti militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo di sepoltura.

Da Piazza Venezia possiamo quindi spostarci verso il Vittoriano per ammirare da vicino tutti i dettagli (per approfondire potete consultare il sito www.quirinale.it/page/vittoriano oppure www.ilvittoriano.com). Velocemente qui vi segnalo che al centro della scalinata che conduce al primo piano si può osservare la statua della Dea Roma fiancheggiata da due bassorilievi, il “Trionfo dell’Amor Patrio” ed il “Trionfo del Lavoro” e proprio sotto la statua della Dea Roma è situata la tomba del Milite Ignoto.

La nostra passeggiata continua percorrendo verso destra il perimetro del Vittoriano fino a quando vedremo dei pini ed una scalinata bianca che saliremo per arrivare sul Campidoglio: il più piccolo dei famosi sette colli di Roma ma il più importante, perché qui vi nacque il primo nucleo della città, protetto da un primitivo sistema di mura a difesa degli abitanti dalle tribù ostili che abitavano i colli circostanti.

Secondo la tradizione romana, il primo insediamento sul colle fu fondato dal dio Saturno (dove pure si trovava un tempio dedicato al dio), nel quale furono accolti i Greci guidati da Ercole. Il Campidoglio dovette essere abitato fin dall’età del bronzo, come provano alcune ceramiche scoperte ai piedi di esso, nell’area di Sant’Omobono e nello scavo presso il cosiddetto Giardino Romano

Nel corso dei secoli ha subito vari rifacimenti fino ad assumere l’aspetto attuale. Tutto il complesso della piazza e degli edifici che la circondano fu realizzato su progetto di Michelangelo nel cinquecento. Oggi è sede del Comune di Roma.

Saliti in cima alla scalinata ci troviamo nella piazza dominata al centro dalla famosa Statua di Marco (l’originale è dentro i Musei Capitolini) Aurelio e circondata da tre palazzi: il Palazzo Nuovo, il Palazzo Senatorio e il Palazzo dei Conservatori che ospitano tutti i Musei Capitolini dove si può ammirare una ricchissima collezione di reperti della Roma antica.

Proseguiamo verso il Palazzo Senatorio, per ammirare più da vicino la scalinata realizzata da Michelangelo, ci spostiamo sul lato sinistro dove appena girato l’angolo troveremo appoggiata su un’alta colonna la statua della Lupa Capitolina (è una copia, l’originale è dentro i Musei Capitolini) che rappresenta l’icona stessa della fondazione della città.

Secondo il mito, la vestale Rea Silvia venne fecondata dal dio Marte e partorì due gemelli, Romolo e Remo. Il nonno dei gemelli, Numitore, fu scacciato dal trono di Alba Longa dal fratello Amulio. Per evitare che i nipoti, diventati adulti, potessero rivendicare il trono usurpato, Amulio ordinò che fossero gettati nel Tevere in una cesta.

Questa cesta si incagliò sul fiume alle pendici di un colle, dove i gemelli furono trovati da una lupa che si prese cura di loro finché non furono trovati dal pastore Faustolo.

Scattata la foto di rito, iniziamo a scendere dal colle seguendo la strada in discesa. Se avete sete potrete dissetarvi alla fontanella da cui sgorga acqua freschissima potabile che troverete sulla vostra sinistra, una delle tantissime disseminate nel centro di Roma.

Si scende per pochi metri fino a quando sulla curva, sulla destra, si apre la vista su uno degli spettacoli più belli del mondo: le rovine dell’antica Roma ed in particolare avremo dinanzi il Foro Romano.

Merita sicuramente soffermarsi qualche minuto per osservare e provare ad immaginare gli antichi romani in questo punto dove vi era il centro della vita economica, giuridica, sociale, politica, e religiosa.

La sua costruzione durò circa 900 anni. A causa della sua natura paludosa, questa zona – compresa tra il colle capitolino ed il colle palatino – era utilizzata come necropoli fino a verso la fine del VII secolo a.C. quando dopo essere stata bonificata dalle acque stagnanti mediante la Cloaca Maxima, ricevette una regolare delimitazione e la prima “pavimentazione”. E’ stata rinvenuta la presenza di un piccolo santuario interpretato come la “tomba” del mitico fondatore Romolo e protetto con grandi lastre di pietra nera (Lapis Niger).

Riprendiamo la discesa della strada fino a giungere su Via dei Fori Imperiali, che prende il nome dalla presenza dei Fori Imperiali, ossia quelli di Cesaredi Augustodi Nerva e di Traiano.

Il primo ad essere costruito fu quello di Cesare nel 54 a.C., perchè l’antico Foro Romano (che non fa parte dei Fori Imperiali) risultava ormai insufficiente ed inadeguato a svolgere le sue funzioni di centro monumentale ed amministrativo.

A questo seguirono via via anche gli altri e così, nel giro di un secolo e mezzo, Roma ebbe un grandioso centro politico-amministrativo, giudiziario e monumentale.

Su questa zona nel Medioevo vi furono edificate abitazioni, chiese e monasteri, nonché da spazi verdi adibiti a pascolo (sotto il nome di “Campo Vaccino“), fino alla radicale trasformazione voluta, alla fine del XVI secolo, dal cardinale Michele Bonelli che vi realizzò il quartiere denominato “Alessandrino”. Toccherà attendere la massiccia opera di demolizione dell’intero quartiere, per decisione di Mussolini, tra il 1924 e il 1932, per avere l’apertura della grande strada di collegamento del Colosseo a Piazza Venezia. che prese il nome di “Via dell’Impero”, per ricordare l’Impero Romano. Tra il 1932 ed il 1933 vennero posizionate lungo questa via quattro statue in bronzo (perfette riproduzioni degli originali, in marmo, conservati alcune in Campidoglio ed altre in Vaticano) di quattro Imperatori Romani, poste dinanzi ai corrispettivi Fori: Cesare , TraianoOttaviano Augusto e Nerva. Dopo il 1945 “via dell’Impero” fu suddivisa e rinominata in via dei Fori Imperiali nel primo tratto lungo 850 mt, poi piazza del Colosseo, via di S.Gregorio (dall’Arco di Costantino fino al Circo Massimo) ed infine via delle Terme di Caracalla.

Giunti in Via dei Fori Imperiali ci indirizziamo verso il Colosseo trovando subito alla nostra destra il Mercato di Traiano che sorse contemporaneamente alla costruzione dell’ultimo e più grandioso dei Fori Imperiali, posto proprio dinanzi il Foro di Traiano.

Il complesso del mercato sorse per occupare e sostenere il taglio delle pendici del colle Quirinale, ed è separato dal Foro per mezzo di una strada basolata. Riprende la forma semicircolare dell’esedra del foro traianeo e come possiamo vedere ancora si articola su ben sei livelli. Numerosi sono i collegamenti interni tra i vari livelli (scale, cordonate, ecc.), dando una sistemazione particolarmente organica e coordinata a un complesso sorto in condizioni di suolo così complesse. Questa costruzione era destinata a funzioni commerciali (fungeva sia da magazzino statale di derrate alimentari, sia da luogo di distribuzione e di vendita di queste), sia pubbliche (probabilmente venivano ospitati uffici dell’amministrazione imperiale).

Il Foro di Traino è l’ultimo e più maestoso dei fori imperiali. Il progetto originario, ancora più ambizioso, era di Domiziano e già sotto il suo regno si erano iniziati i lavori di sbancamento. Il progetto fu ripreso e completato da Traiano dando il suo nome al complesso realizzato con il bottino di conquista della Dacia e la cui decorazione celebra le sue vittorie militari. I lavori di preparazione furono imponenti: fu necessario operare un enorme sbancamento per trovare spazio al nuovo complesso, comportò la ricostruzione del tempio di Venere Genitrice e l’aggiunta della cosiddetta Basilica Argentaria nel Foro di Cesare. La piazza forense era chiusa sul fondo dalla Basilica Ulpia, alle cui spalle sorse la Colonna di Traiano.

Proseguendo la passeggiata ancora in direzione Colosseo e sempre sulla destra vedremo il Foro di Augusto il secondo dei Fori ad essere costruito dopo quello di Cesare, posto dinanzi.

In origine era lungo circa 125 metri e largo 118 oggi purtroppo via dei Fori Imperiali ne ricopre la parte anteriore. Il Foro di Augusto celebra la vittoria di Augusto su Bruto e Cassio (gli assassini di Gaio Giulio Cesare) nella battaglia di Filippi nel 41 a.C. I lavori durarono per 40 anni ed inaugurato solamente nel 2 a.C. Analogamente al Foro di Cesare fu costruito su un terreno in precedenza occupato da abitazioni private ed acquistato con proventi di prede belliche. La sua funzione, oltre che celebrativa, fu di dare uno sfogo alle folle che si accalcavano nei due fori più antichi (il Foro Romano ed il Foro di Cesare) e di fornire nuovo spazio per i processi.

Dinanzi a al Foro di Augusto, attraversando Via dei Fori Imperiali, possiamo affacciarsi sul Foro di Cesare.

Buona passeggiata.

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