Ascoli Piceno

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Oggi ci troviamo nella parte meridionale delle Marche a circa 30 km dal mare Adriatico ed esattamente alla confluenza tra il fiume Tronto e il torrente Castellano.

E’ qui che sorge Ascoli Piceno la Città dalle 100 Torri famosa nel mondo per la celebre Giostra della Quintana, torneo cavalleresco medioevale, e per la specialità gastronomica dell’Oliva Ascolana.

Ma andiamo a scoprire i luoghi visitati con la nostra passeggiata!

Si parte dalla Chiesa di Santa Maria Inter Vineas (tra le vigne) risalente alla fine dell’XIII secolo al cui interno si possono ammirare le tracce di affreschi del sec. XIII, della Madonna in Trono col Bambino tra San Giovanni Evangelista e San Michele che pesa le anime. Ammiriamo la cosiddetta “bifora di Carlo Magno“, per la tradizione vi soggiornò il re franco nel suo viaggio verso Roma per essere incoronato imperatore e che testimonia l’ultima traccia del primitivo palazzo comunale della città sul quale fu edificata la chiesa. Curiosità: la chiesa è edificata lungo le sponde del Tronto ed in una parete vi sono ancora le feritoie che testimoniano l’utilizzo della stessa come organismo difensivo (chiesa-fortezza). Alta caratteristica è la torre campanaria, staccata dalla chiesa, che è frutto della riutilizzazione di una torre gentilizia.

Riprendiamo la passeggiata e notiamo come Ascoli sia una città ricca di chiese: in pochi minuti ci troviamo dinanzi l’imponente Chiesa di San Pietro Martire, tappa imperdibile nella visita del centro storico

È considerata, insieme con la chiesa di San Francesco, una delle massime espressioni del gotico nelle Marche ed è una delle quattro basiliche della città (le altre: il Duomo, San Francesco e Sant’Agostino). Edificata dai frati Domenicani nel 1280 sulla piazzetta formata dall’incontro di Via delle Torri, con Via Soderini e Via Solestà. La facciata principale è semplicissima e molto più imponente è il portale laterale (1523) che si affaccia su Piazza Ventidio Basso. Il campanile è frutto dalla trasformazione di una torre gentilizia di 36 metri, la più alta rimasta. Curiosità: osservate sulla parete laterale, prima del portale, la Gabella Pontificia sulla quale si può ancora leggere un estratto del regolamento della Gabella, cioè del dazio che gravava sui prodotti portati in città.

Da qui riprendiamo la passeggiata per giungere in pochi passi in Piazza Ventidio Basso fulcro delle attività commerciali già durante tutto il Medioevo. Qui si erge la Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. La sua facciata è allineata con la direttrice del Ponte Romano di Porta Solestà, da cui si dipartono le strade delle torri e testimonia l’antica pianta urbanistica romana.

La Chiesta fu edificata nel secolo XI, sopra un preesistente tempio ipogeo del secolo VI. Caratteristica la decorazione a riquadri della facciata che l’accomuna nello stile al duomo di Assisi, alla chiesa di San Pietro di Spoleto ed a quella di Santa Giusta fuori le mura di Bazzano.

Curiosità: nella la cripta vi è una piccola vasca, detta Pozzo di San Silvestro, da cui sgorgava un’acqua ritenuta miracolosa. La sorgente fu deviata nel 1895.


Riprendendo la passeggiata, ci addentriamo nel centro storico sino ad arrivare dinanzi l’imponente Palazzo del Governo si sviluppa sul lato est di piazza Fausto Simonetti ed al suo interno vi sono le sedi della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale.

Detto anche Palazzo San Filippo poichè in passato fu un convento, edificato nel XVII secolo, appartenuto alla congregazione dei Filippini. Sulla sommità della facciata vi un importante gruppo decorativo realizzato da Romolo del Gobbo. Curiosità: All’interno dell’alloggio prefettizio spicca per la sua preziosa bellezza il salone delle feste, detto anche “salone di rappresentanza” o “salone de Carolis”.
Da qui ci spostiamo di poche centinaia di metri per entrare nella monumentale Piazza Arringo, la più grande della città. Di forma rettangolare vi si affacciano alcuni dei più importanti edifici cittadini: il palazzo dell’Arengo (o palatium Aringhi), il principale edificio pubblico, il duomo di Sant’Emidio, il battistero di San Giovanni, il complesso del palazzo vescovile, con all’interno il museo diocesano, palazzo Panichi, sede del Museo Archeologico.

Nel Medio Evo, quando Ascoli divenne libero comune, in questa piazza si tenevano le riunioni popolari dei parlamenti detti anche arringhi, arenghi o arringhe: da qui l’attuale nome della piazza.

Curiosità: probabilmente era la sede di uno degli antichi fori di epoca romana ed in epoca medievale al suo centro venne piantato un grande olmo quale simbolo della vita della città stessa ed ogni volta che la pianta moriva veniva sostituita. Sempre in epoca medioevale vi si svolgeva anche la Giostra della Quintana.
Dalla piazza possiamo osservare il Duomo della città, la Cattedrale di Sant’Emidio, intitolata al santo martire Emidio di Trier, protettore dai terremoti e patrono della città, le cui reliquie sono conservate da oltre mille anni in questo luogo. Edificata tra il IV e il V secolo su un preesistente tempio di epoca romana.

L’imponente facciata, progettata da Cola dell’Amatrice ai primi del 1500, sfrutta il travertino tipico di tutto il centro storico di Ascoli Piceno e che lo rende assolutamente unico. Poco distante alla cattedrale si trova, il Battistero di San Giovanni, è uno dei più notevoli esempi architettura romanica. Curiosità: Il concerto campanario della cattedrale è composto da cinque campane. Il campanone, indicato con il nome di Emidio, suona un mi-bemolle, la Marin dal suono baritonale; la Polisia (fusa nel 1630 precipitò sul tetto della cattedrale una domenica mattina del 1910 e rifusa nel 1913), la Lucertola, detta anche “del matutino” (a segnare la corrispondente ora del breviario) e la più piccola, la Marcuccia.
Osserviamo adesso il Palazzo dell’Arengo che ospita la sede del Comune nonché la Pinacoteca Civica. Edificato alla fine del XII secolo, con la nascita del Libero Comune (1183) incorpora due edifici medioevali (il Palazzo dell’Arengo Maggiore, risalente al XII secolo, ed il Palazzo Minore di poco successivo) uniti da un unica facciata tra il secolo XVII- XVIII.

Attraversando, l’alto porticato posto al centro della facciata, si accede al bellissimo giardino interno ove sono ubicati i busti di personaggi illustri della città. Tra le aiuole e sui muri perimetrali sono posti dei sarcofagi, delle lapidi decorate a bassorilievo e dei frammenti architettonici romani e medioevali.

All’interno del Palazzo si trova anche la Pinacoteca Civica, considerata una delle più importanti delle Marche e dell’Italia centrale. Inaugurata nel 1861 attualmente è composta da 15 sale espositive che ospitano un ragguardevole numero di opere pittoriche su tela e su tavola.

Proseguiamo adesso entrando nel corso principale fino ad arrivare al complesso monumentale composto dalla Chiesa di San Francesco e gli adiacenti Chiostro Maggiore e Chiostro Minore.

Il Chiostro Maggiore, viene chiamato anche “Piazza della Verdura” per il mercato che vi si tiene ogni giorno, si caratterizza per venti arcate a tutto sesto su colonne corinzie, e per un bel pozzo gotico di forma ottagonale.

La Chiesa, considerata tra i più interessanti esempi italiani di architettura francescana, fu edificata per ricordare la visita di san Francesco ad Ascoli Piceno nell’anno 1215 e del santo ne conserva il nome, pur essendo consacrata, il 24 giugno 1371, a san Giovanni Battista. Al suo interno si trova il famoso Cristo Crocifisso ligneo, esposto nella navata sinistra, e la leggenda narra che in alcune occasioni abbia sanguinato suscitando una forte devozione.

Curiosità: l’onda emotiva generata dalla visita di San Francesco scosse la vita e l’animo di molti ascolani tra cui trenta giovani che indossarono il saio e divennero seguaci del Santo dando origine alla prima comunità francescana ascolana. La Chiesa di San Francesco costituisce il perimetro di piazza del Popolo, insieme al palazzo dei Capitani, allo storico Caffè Meletti ed ai palazzetti porticati, cuore della città.

Ci spostiamo adesso sulle adiacente Piazza del Popolo considerata tra le piazze più belle di Italia e del mondo per le imponenti architetture, il disegno dei portici, la pavimentazione in travertino e la prospettiva dell’insieme.

Questa piazza è il “salotto” della città, ritrovo sia degli ascolani che dei tanti turisti: impossibile non restare ammaliati dalla sua luminosità e raffinatezza. Immancabile è la degustazione al Caffè Meletti dell’Anisetta: sedetevi ed ammirate il ricercato intreccio di portici e logge, edifici storici e chiese dai tratti gotici ed eleganti che compongono la piazza.

Questo luogo è anche teatro di svolgimento di manifestazioni culturali quale la famosa Giostra della Quintana, suggestiva rievocazione storica che vede in piazza sbandieratori, dame, arcieri e musici sfilare prima dell’inizio del torneo. Si conclude così la nostra passeggiata ammirando la maestosa facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo, simbolo del potere politico cittadino.

Palazzo dei Capitani del popolo


Caratterizzato dalla sua torre medioevale merlata, fu edificato fra la metà del XIII ed il XIV secolo in sostituzione del Palazzo del Comune, divenuto ormai inadeguato, a seguito della massima espansione commerciale della città.

Curiosità: il palazzo non fu costruito ex novo ma frutto dell’incorporamento di due preesistenti palazzi compresa la torre gentilizia che furono assemblati tra loro con la realizzazione di un’unica nuova facciata.

Buona passeggiata.

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