Assisi

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Oggi ci troviamo in uno dei posti più mistici di Italia e luogo di continuo pellegrinaggio di fedeli. Siamo ad Assisi, nel cuore dell’Umbria, dove nacquero, vissero e morirono San Francesco, patrono d’Italia, e Santa Chiara.

Nel 2000 è stata inclusa dall’Unesco nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità qualeesempio unico di città santuario, inserita perfettamente nel suo ambiente naturale, che dalle sue origini umbro-romane e medievali è giunta fino ai giorni nostri senza soluzione di continuità”.

Le sue origini sono antichissime ma incerte. Si sa che fu abitata, in origine, dalla popolazione degli umbri, insediata nel centro Italia e successivamente fu influenzata sia dagli etruschi che dai romani. 

Fu Municipio romano edificato intorno ad un ampio e sontuoso foro da cui emergeva, fra gli altri, il tempio di Minerva. In seguito alle invasioni barbariche fu distrutta ma la nuova città altomedioevale fu ricostruita sulle rovine romane e così sviluppandosi orizzontalmente lungo i prolungamenti del decumano. Fu eretta nuova cinta muraria, a protezione della città, ai cui due estremi, ma fuori, si trovano i mausolei di San Francesco e di Santa Chiara. 

La nostra passeggiata inizia dalla Rocca Maggiore che si staglia sul colle che sovrasta Assisi.

L’attuale ed imponente fortezza medievale fu edificata nel 1365.

Tuttavia, già in epoca antica la vetta del colle era occupata da un’acropoli distrutta nel 545 dal re goto Totila. La fortezza fu ricostruita nel 1174 a seguito della conquista di Assisi da parte delle truppe imperiali guidate da Cristiano di Magonza per essere nuovamente abbattuta nel 1198 per impedire che cadesse nelle mani pontificie. La fortezza fu più volte ampliata con l’aggiunta di bastioni, ma venne devastata dalla popolazione in seguito all’unità d’Italia nel 1859. E’ possibile visitarla ed osservare dalle sue torri uno dei panorami più vasti e suggestivi di tutta l’Umbria: Assisi raccolta ai suoi piedi e la splendida Valle Umbra.  

Curiosità: All’inizio del Cinquecento nella Rocca vi abitarono anche Cesare Borgia e sua sorella Lucrezia, protagonisti di torbide vicende rinascimentali che univano lussuria e sete di potere.

Riprendiamo la nostra passeggiata per scendere verso il centro storico di Assisi attraverso Porta Perlici, fino a raggiungere il Duomo di San Rufino che si erge sulla piazza omonima.

In base ad alcuni studi, questa Chiesa fu edificata, a partire dal 1029, su parte del terrazzamento romano ed area del foro su cui sorgeva il tempio della Bona Mater. Si caratterizza per la splendida facciata, uno dei più alti esempi di arte romanica, è divisa orizzontalmente in tre zone.

Curiosità: la storia narra che le spoglie di san Rufino, vescovo di Assisi e martire nel III secolo, furono oggetto di contesa tra il vescovo Ugone ed il popolo. Il vescovo voleva portare il corpo del santo nell’allora cattedrale di Santa Maria Maggiore. A un tale proposito si opposero fermamente i cittadini e una gara di “tiro alla fune”, con la cassa funebre del santo patrono, stabilì i vincitori: soli sette uomini di Assisi riuscirono a battere i sessanta del vescovo. Dopo lo straordinario prodigio, Ugone decise di trasformare radicalmente la primitiva piccola basilica dove erano ospitate le spoglie di San Rufino fin dal 412. Così nell’anno 1134 il Capitolo dei canonici di San Rufino decise di abbattere la Basilica Ugoniana e di costruire una nuova e più imponente cattedrale: essa venne edificata tra il muro di cinta romano e il lato posteriore della precedente, della quale furono conservati soltanto la cripta e la torre campanaria.
Una lapide murata all’esterno dell’abside ricorda che i lavori per il nuovo tempio, eseguiti su progetto del maestro Giovanni da Gubbio, furono avviati nel 1140.

Riprendiamo il nostro cammino per attraversare le bellissime strade medievali che ancora sono custodite intatte nel cuore di Assisi, fino a giungere dinanzi alla maestosa Basilica di Santa Chiara edificata nella parte opposta della città, rispetto alla Basilica di San Francesco

I lavori di costruzione vennero iniziati nel 1257, quattro anni dopo la morte della Santa. L’edificio è caratterizzato per l’utilizzo in tutto il corpo di fasce rosa e bianche di pietra del Subasio e dai maestosi archi rampanti di sostegno ai due lati della chiesa. L’interno è strutturato come la chiesa superiore di S. Francesco con una navata unica che termina in un transetto con abside poligonale. 

Curiosità: In contemporanea alla costruzione della Basilica fu costruito anche il monastero delle Clarisse nel quale si trasferirono nel 1260 portando diverse reliquie tra cui il celebre crocifisso che aveva parlato a San Francesco, oggi ancora visibile all’interno della basilica e venerato insieme alle spoglie della Santa, esposte nella cripta.

La vita di Santa Chiara, la fondatrice dell’ordine delle Clarisse. Nata nel 1194 da una nobile famiglia locale, Chiara ha 12 anni quando Francesco compì il gesto di spogliarsi delle vesti. Sette anni dopo scappa da casa per raggiungere San Francesco alla Porziuncola dove le fa tagliare i capelli ed indossare il saio francescano. Si rifugia nella Chiesa di San Damiano dove fonda l’Ordine femminile delle “povere recluse”, ovvero le Clarisse, ottenendo da Gregorio IX il privilegio della povertà. E infatti per oltre quaranta anni si ritirò alla vita monacale in San Damiano fuori le mura in estrema povertà e semplicità.

Riprendiamo la passeggiata per scendere verso Piazza del Comune, dove si ammira la Fontana dei tre leoni.

La piazza è corrispondente alla terrazza centrale della città romana, un tempo dominata da un tempio e circondata da portici. Con la caduta dell’Impero romano, lo spazio libero fu progressivamente occupato da abitazioni private. La rinascita della piazza si ha con lo sviluppo del Comune medievale, che stabilì la sua prima sede nella cella del Tempio di Minerva (1212). Al centro spicca la bellissima fontana monumentale dei tre leoni. Si ha notizia dell’esistenza della fonte già nell’anno 1303. La fontana odierna fu ricostruita nel 1772 dallo scalpellino di Assisi Giuseppe Martinucci su disegno dell’architetto Valeri.

Sul suggestivo scenario di Piazza del Comune si affaccia il Palazzo dei Priori, fulcro culturale e politico della città. La costruzione del palazzo iniziò a partire dal 1275 con l’accorpamento di tre corpi di fabbrica preesistenti. Nel 1442 le milizie di Niccolò Piccinino lo abbatterono quasi integralmente. Il palazzo venne restaurato nel 1493 per volere di papa Sisto IV e dei cardinali Orsini e Savelli che lo ampliarono ulteriormente fino a comprendere il Monte di Pietà e la residenza del governatore apostolico. Oggi il palazzo ospita gli uffici del Comune di Assisi, la sala della Conciliazione e la sala del Consiglio, completamente decorate.

Sulla piazza si trova l’affascinante Tempio della Minerva rilasente al I secolo.

La facciata, ancora nello stato originale, è sorprendentemente ben conservata. In età medievale l’antico Tempio di Minerva fu trasformato in chiesa cristiana. Successivamente diventò la residenza del Podestà, salvo una parte adibita a carcere. Risale al 1539 la costruzione della chiesa di S. Maria sopra Minerva, ulteriormente modificata in stile barocco nel XVII secolo. Curiosità: per Goethe, durante il suo Viaggio in Italia, fu il primo monumento integro dell‘antichità che avesse visto e ne restò entusiasta (1786).

Attaccato al Tempio della Minerva, si trova il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre del Popolo. A ridosso del Tempio di Minerva si erge l’altissima Torre del Popolo alta circa 47 m.. La torre fu costruita nel 1267 dalla magistratura del Capitano del Popolo. Qualche anno dopo, nel 1275, il Comune acquistò alcune case accanto alla Torre per costruire il Palazzo del Popolo quale nuova sede per la magistratura del Capitano.  L’edificio, costruito in pietra bianca, ha tre piani, con quattro grandi portali dove un tempo si trovavano le botteghe e i magazzini del sale. Sulla facciata sono murati vari stemmi di Podestà e la targa del Terziere di Santa Maria.

Riprendiamo la nostra passeggiata continuando ad attraversare il centro storico, fino a giungere dinanzi al magnifico complesso della Basilica di San Francesco.

San Francesco nacque nel 1182 ad Assisi e qui morì nel 1226.
Dopo aver partecipato alla guerra tra Assisi e Perugia fu fatto prigioniero a Bastia per più di un anno, durante il quale patì per una grave malattia che lo avrebbe indotto a mutare radicalmente lo stile di vita. Tornato ad Assisi nel 1205, Francesco si dedicò a opere di carità tra i lebbrosi ed il
padre lo diseredò. Francesco si spogliò, davanti ai suoi genitori, dei suoi ricchi abiti e vestì il saio privandosi anche delle calzature.
Nei tre anni seguenti si dedicò alla cura dei malati nel monte Subasio.
Nella Capella di Santa Maria Degli Angeli, nel 1208, durante la Messa, ricevette l’invito a uscire nel mondo ed a privarsi di tutto per fare del bene ovunque.


Lo stesso anno stesso Francesco fece ritorno ad Assisi ed iniziò la sua predicazione, raggruppando intorno a se dodici seguaci che lo elessero superiore. Nel 1210 l’ordine venne riconosciuto dal pontefice e nel 1212 anche Chiara D’Assisi prese l’abito monastico ed istituì il 2° ordine francescano detto delle Clarisse. Ritirandosi sul monte La Verna, nel settembre del 1224, dopo quaranta giorni di sofferenza e digiuno, ricevette le stimmate. Francesco venne portato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi assoluta.

La Basilica di San Francesco è il luogo di culto tra i più conosciuti al mondo, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, rappresenta una meta obbligata per quanti, credenti e non, sentono tuttora attuale il messaggio francescano. Dal 1230 vi sono custodite le spoglie di San Francesco. Fu costruita sotto la direzione di frate Elia, vicario generale e architetto dell’ordine, a partire dal 1228, appena due anni dopo la morte del santo, come luogo destinato ad accoglierne le spoglie.

La prima pietra venne posta dal pontefice Gregorio IX il 17 luglio 1228 il giorno dopo la canonizzazione di San Francesco. Il progetto prevedeva la realizzazione un santuario per le spoglie mortali del Santo ed anche di dare una chiesa madre all’Ordine minoritico. Per questa ragione la Basilica fu affidata in perpetuo ai frati della Comunità che in seguito costituirono l’Ordine dei Frati Minori Conventuali.

Curiosità: in questo luogo si eseguivano le esecuzioni capitali e venivano seppelliti i malfattori. Secondo la tradizione fu lo stesso Francesco, in punto di morte, ad indicare ai compagni questo come il luogo per la sua sepoltura.

La Basilica è composta da due chiese sovrapposte l’una all’altra (l’Inferiore e la Superiore) oltre che da una cripta, scavata nel 1818.

La tomba del Santo è conservata nella cripta e consiste in un semplice sarcofago poggiato sulla nuda roccia. 

I più grandi artisti del duecento e del trecento, quali Cimabue, Giotto, i Lorenzetti, Simone Martini, hanno affrescato le pareti e i soffitti della Basilica. Il complesso è formato da due chiese sovrapposte e indipendenti.
La basilica superiore dall’aspetto gotico, luminoso e slanciato è famosa in tutto il mondo per gli splendidi affreschi di Giotto e della sua Scuola che, in 28 riquadri dallo straordinario fondo azzurro intenso, dipinsero dal 1296 al 1300 episodi della vita di San Francesco. Vi sono custoditi altri capolavori assoluti dell’arte italiana, ad iniziare dagli affreschi realizzati da Cimabue nel transetto, nella crociera e nell’ abside. Purtroppo, il terribile terremoto del 1997 causò profonde lesioni alla basilica superiore, con il crollo della volta in due punti e ingenti danni al timpano del transetto. I lavori di restauro furono immediatamente avviati e portati a termine a tempo record.

La basilica inferiore ha un aspetto più austero e buio. Si fregia di opere dei grandi maestri della scuola fiorentina e senese del ‘300: Giotto, Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti.

La nostra passeggiata si conclude qui.

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